
TOGETHER, INSIEME
È finita l’era dei Re, comincia quella della libertà

Il 28 Marzo deve essere qualcosa di più di una data: un passaggio di una forza collettiva ampia che attraversa tutto il paese, che viene dai territori, dalle città e che dialoga immediatamente con una mobilitazione globale. Una confederazione, una visione del futuro condivisa, uno scacco ai Re.

LA MARCIA DEGLI INVISIBILI
La giornata del 28 si aprirà con la marcia degli invisibili, contro le politiche di deportazione e contro le morti nel Mediterraneo, frutto delle leggi della fortezza Europa
Appello per la convergenza del movimento antirazzista verso la
manifestazione Together del 28 marzo 2026
Negli ultimi decenni, in maniera più pesante in tempi recenti, sulla pelle delle persone migranti e
rifugiate sono state sperimentate politiche discriminatorie, repressive, di criminalizzazione e
razzismo.
La destra suprematista globale mondiale, così come quella europea e italiana, alimenta rancore
sociale e produce sempre maggiore marginalità e irregolarità, per poter incassare utili elettorali,
spingendo sull’acceleratore del razzismo di Stato.
L’assenza di un’alternativa politica e culturale, determinata anche da un approccio timido e miope
delle forze democratiche e di sinistra, o peggio ancora di subordinazione alla destra, inseguita sul
suo terreno, ha creato lo spazio per una egemonia politica e culturale del razzismo come tratto
sistemico nelle nostre società. Fino a rendere possibile la cancellazione di ogni diritto, incluso quello
alla vita, come avviene nel mediterraneo da tanti anni.
Le persone di origine straniera e le persone razzializzate, milioni di uomini e donne, che peraltro
contribuiscono in misura rilevante al benessere di questo Paese, non trovano spazio e voce nel
dibattito pubblico che le riguarda, e sono rese invisibili da una classe dirigente razzista e classista e
da un sistema della comunicazione quasi totalmente concentrato, salvo poche eccezioni, sul
teatrino dei palazzi della politica. Per contro, sono quotidianamente esposte a micro aggressioni nei
rapporti sociali, discorsi d’odio sui social e nel dibattito pubblico, e profilazione razziale da parte
delle forze dell’ordine.
Il movimento antirazzista italiano ed internazionale da anni subisce attacchi continui e viene
criminalizzato da chi ha investito tutto sull’allargamento dello spazio del razzismo.
Il processo avviato dalla convergenza NoKings si fonda anche sull’apertura di uno spazio per le
istanze di persone rifugiat3 e migranti.
È necessario e urgente restituire visibilità e dare la parola alle persone migranti e a chi si batte al
loro fianco per l’affermazione dei diritti e della dignità di ogni essere umano. È necessario rendere
visibili portandole in piazza, le tante vertenze che in questi anni hanno animato e animano, la
mobilitazione sociale e il movimento antirazzista.
- Chiudere la stagione della detenzione amministrativa con la cancellazione dell’aberrazione
dei CPR. - Annullare gli accordi di esternalizzazione delle frontiere, che hanno l’obiettivo di cancellare
le convenzioni internazionali sul soccorso in mare e sul diritto di asilo, e imporre le
deportazioni e gli internamenti nei lager per liberarsi delle e dei richiedenti asilo e
dell’insieme delle persone in movimento, a partire dal Memorandum con la Libia e di quello
con la Tunisia, che tanta violenza e morte hanno provocato in questi anni, dal Protocollo con
l’Albania e dagli accordi che l’Unione Europea e stati membri hanno già attuato 10 anni fa
con la Turchia e che ora vorrebbero realizzare con paesi terzi extra UE. - Istituire con urgenza un programma di ricerca e salvataggio europeo e cancellare tutte le
norme che impediscono di agire alle ONG che operano anche nelle zone SAR non solo di
competenza italiana. - Rivedere radicalmente la pratica fallimentare dei decreti flussi e nel contempo agevolare
forme di regolarizzazione permanente per chi vive, lavora, ha costruito legami sociali e
affettivi in Italia, a partire dai lavoratori e dalle lavoratrici truffate dall’ultimo decreto
flussi. - Ribaltare la logica del nuovo Patto Europeo Migrazioni e Asilo, contro i sovranismi e la
costruzione di nuovi muri, per uno spazio politico europeo costruito a partire dai territori e
dalle comunità, investendo su percorsi di accoglienza pubblici diffusi e sull’allargamento dei
diritti per richiedenti asilo e titolari delle altre forme di protezione. - Riformare la legge sulla cittadinanza affinché chi nasce o cresce in Italia possa essere
riconosciuto a pieno diritto come italiano e italiana; rivedere tutto l’impianto della legge
n.91/1992 basato sulla concessione, sul merito e sul reddito, mettendo al centro l’idea che
la cittadinanza non sia un punto di arrivo ma parte del percorso di integrazione; eliminare gli
strumenti che consentono la sempre più facile revoca della cittadinanza, che nulla ha a che
fare con la sicurezza ma che serve solo a produrre ricattabilità e precarizzazione dei/delle
nuov3 cittadin3. La cittadinanza deve cessare di essere una concessione per diventare un
diritto, le cui condizioni sono contenute nella legge, per uscire dalla discrezionalità della
pubblica amministrazione e agevolare percorsi di accesso alla cittadinanza anche per le
adulte e gli adulti che vivono stabilmente in Italia. - Consentire la libertà di movimento per chi cerca lavoro e chi cerca protezione, unico modo
per combattere i trafficanti di persone.
Per questi motivi facciamo appello a tutte le organizzazioni, i movimenti e le reti sociali, a tutte le
persone che hanno a cuore il principio di uguaglianza, di scendere in piazza il 28 marzo nell’ambito
della giornata di mobilitazione TOGETHER, promossa dalla rete No Kings, contro ogni forma di
razzismo.
Diamo appuntamento sabato mattina alle 12 a Roma davanti la fermata Colosseo della metro B
per partecipare alla MARCIA DEGLI INVISIBILI e poi convergere nel grande corteo che partirà alle
ore 14 da piazza della Repubblica.
Per adesioni: marciadegliinvisibili@gmail.com
TESTO DI LANCIO DEL CORTEO
I decreti sicurezza, la svolta autoritaria, il premierato, l’attacco alla giustizia, la normalizzazione
dell’idea che manifestare non sia più un diritto, e che la deportazione di massa di persone migranti non
sia un crimine.
Non sono provvedimenti separati: sono un progetto di società.
[…]
Un progetto comune che lega il governo Meloni alla traiettoria globale dell’autocrazia e del potere
oligarchico, da Trump in poi, mentre la guerra continua a essere usata come orizzonte permanente del
cosiddetto board of peace.
Perché più peggiorano le condizioni di vita, più si svuotano le tasche delle persone, lasciando decadere
l’industria, la scuola, la scienza e il lavoro, più diventa necessario, per chi è al governo di questo progetto,
spingere verso paura, nazionalismo e riconversione bellica.
Hanno scommesso sull’Europa delle nazioni contro l’Europa dei diritti. Hanno accelerato ovunque: nelle
leggi, nel linguaggio, nella repressione. Loro hanno un piano: vogliono farci credere che lottare per vivere
meglio, in un mondo diverso, significhi essere un problema.
Ma hanno osato troppo.
Da oggi dobbiamo essere una persona più di loro per disegnare il mondo nuovo, contenderlo, non lasciarlo
nelle loro mani.
E il 28 marzo deve essere qualcosa di più di una data: un passaggio di una forza collettiva ampia che attraversa
tutto il paese, che viene dai territori, dalle città e che dialoga immediatamente con una mobilitazione globale.
Una confederazione, una visione di futuro condiviso, uno scacco ai Re.
Il 28 marzo questo succederà non solo in Italia ma anche in Inghilterra, in altre parti d’Europa e negli Stati Uniti.
Insieme, contro i re e le loro guerre. Il tempo del Together è appena iniziato.
Il 28 marzo a Roma vogliamo dirlo con milioni di persone:
È finita l’era dei Re, comincia quella della libertà.
Ti abbiamo convinto?
Aderisci, dona, o partecipa alla call for artist.

